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Conferenza: La Via della Seta

Via di Monaci, Eserciti, Mercanti - Prof. Giuseppe Vignato
Via della Seta, conferenza su Monaci, Eserciti, Mercanti - 17 Aprile al Museo d'arte cinese etnografico, Parma
Conferenza: La Via della Seta, Prof. Giuseppe Vignato

 

Un bel gruppo di amici del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma ha partecipato ad un’interessante conferenza tenuta da Giuseppe Vignato il 17 Aprile, sulla famosa Via della Seta. Docente di archeologia Buddhista presso l’Università di Pechino, Vignato, per la sua tesi di laurea, ripercorse per vari anni la Via della Seta, scoprendo elementi nascosti del Buddhismo popolare.

Fra i suoi vari interessi, ha tradotto in lingua cinese i sette volumi dell’opera Indo-tibetica di Giuseppe Tucci.

E’ apparso a tutti un lungo viaggio sull'antico regno di Kucha, nella regione Cinese del Xinjiang, con aneddoti di luoghi e vicende che si svolsero attorno al Taklamakan, zona di scambi commerciali, culturali e religiosi. Infatti, fu una via frequentata da monaci, eserciti, e mercanti. Vignato ha presentato la sua conferenza con varie mappe e immagini.

Il celebre Marco Polo intraprese questo viaggio per scoprire qualcosa della Cina, ma ritornò in Europa via mare. Abbiam capito che la Via della Seta è un concetto relativamente moderno, inventato circa 200 anni fa, ma che ha origini millenarie, con scambi commerciali fra Europa e Cina attraverso le Tre Vie della Seta: la via delle steppe (oceano d’erba, frequentata dai nomadi), la via delle oasi (oceano del deserto, frequentata da carovane di cammelli), e la via del mare (oceano d’acqua, frequentata da Alessandro Magno e varie altre spedizioni navali).

Vignato ci ha fatto riflettere anche su un ulteriore oceano della seta: l’oceano della fede. Ha accennato ai manichei (contrastati da S. Agostino), a templi nestoriani, con testi cristiani ritrovati sulla via della seta e in scavi presenti in Cina risalenti al 500 d.C. L’oceano della fede va aldilà di commerci ed eserciti che portavano le cose materiali. La via della seta diventò importante per l’aspetto di trasmissione di religiosità, in particolar modo del Buddhismo.

E’ praticamente da 15 anni che tento di studiare come il Buddhismo veniva vissuto in quelle zone delle grotte di Qizil – dice Vignato. E pensiamo alle volte come la religione sia una religione del testo. Ma non capita questo... Così sono i miei studi in queste grotte lontane della Cina: come il Buddhismo era vissuto concretamente in quell’ambiente. Non è facile”.

Non è possibile riportare tutta la bella conferenza di Giuseppe Vignato, ma a sentir le varie impressioni dei partecipanti, è stato un bell’evento educativo che ci aiuta a capire un po’ meglio i vari oggetti esposti nel museo d’Arte Cinese di Parma. Con la speranza di ritrovarci ancora insieme per esplorare altri ambiti culturali, ed apprezzare la vitalità delle culture e civiltà che i missionari avvicinavano in terre lontane e sconosciute.