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Kuminda 2015: un grande successo

Concluso il Festival Kuminda per riaffermare il cibo come diritto e sovranità per tutti i popoli
Kuminda, diritto al Cibo - 22-26 ottobre al Museo d'arte cinese etnografico e Istituto Missionari Saveriani, Parma
Kuminda, studenti al lavoro

 

Difficile descrivere in poche righe la decima edizione del Festival Kuminda 2015. Dal 22 al 25 ottobre, più di 2500 partecipanti di ogni età hanno dato vita a giorni vivacissimi e intensi. Si è parlato di cibo, diritto al cibo, sovranità alimentare, di come nutrire il pianeta, nel rispetto dell’ambiente e delle persone che il cibo lo producono, i lavoratori della terra.

Il Workout Pasubio, l’Istituto dei Missionari Saveriani con il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, e il Seminario Minore sono stati i tre luoghi principali che hanno ospitato le tante iniziative di Kuminda 2015.

Il programma di quest’anno ha dedicato molto spazio agli eventi culturali alla portata di tutti. Il teatro l’ha fatta da padrone. Su palcoscenici anche insoliti: come lo spettacolo “Il Cibo Buono” all’interno del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico [vedi Foto]; o la cena-spettacolo nel refettorio del Seminario Minore; e Sweet Dreams, “dolcissimo” spettacolo in sala conferenze dei Missionari Saveriani. Sono state raccontate storie di cibo e di culture che hanno permesso di condividere il frutto di due anni di lavoro trascorsi ad ascoltare narrazioni di uomini e donne, migranti e non, che indagavano i tanti significati del cibo.

Cuore del Festival è stato il seminario Nutrire il pianeta. In una sala affollatissima si è parlato di cosa manca e cosa ci attende, cosa inserire in agenda e come attivarsi. E’ stato un momento molto partecipato, un’occasione di ascolto e confronto con relatori di rilievo nazionale e internazionale. [vedi i Video]

All’Istituto Saveriano e al Museo

Kuminda, il Cibo Buono, spettacolo del 25 ottobre al Museo d'arte cinese etnografico, Parma
Al Museo, Il Cibo Buono, 25 ott. 2015

 

Molte le scuole e classi che hanno partecipato a laboratori (Un’Arca per il 2050, Kit Seeds), a mostre (EXPOniamo anche Noi al museo, Il Richiamo della Foresta dai Saveriani), e ai vari incontri offerti in questo evento Kuminda 2015.

Oltre 500 studenti delle superiori sono venuti a conoscere la realtà dei Missionari Saveriani e del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, riflettendo su temi quali diritto al cibo, la Carta di Milano, monocolture, nutrimento del corpo mente e spirito, istruzione e conoscenza, ecc…

Si è parlato di land grabbing: oggi, l’accaparramento delle risorse naturali, è uno strumento per un profitto illimitato, a scapito degli altri, che perdono la loro sovranità alimentare. Fortemente sono anche emerse le contraddizioni del mondo occidentale, in contrasto con la fame, la povertà del resto del mondo: malattie alimentari, obesità o anoressia, l’enorme spreco di acqua, energia, cibo. [Vedi alcune foto di questi eventi, dalla foto 13 in poi].

E più di 350 spettatori hanno atteso il loro turno per entrare in Museo per lo spettacolo “Il Cibo Buono: Non parliamo solo di cibo quando parliamo di cibo”, una particolare rappresentazione che certo no ha avuto un inizio e una fine tradizionali. Festina Lente Teatro, in collaborazione con associazione Vagamonde e Centro interculturale di Parma, è uscita dai teatri, portando la sua drammaturgia su un palcoscenico "diverso", come il nostro Museo d'Arte Cinese ed Etnografico, per questa nuova produzione [vedi Foto].

E’ stata una visita–spettacolo, un percorso attraverso il museo dove, in dodici punti, si sono svolte, in contemporanea, altrettante azioni teatrali, ripetute ininterrottamente. Lo spettacolo parte dal presupposto che il cibo è un diritto, e che le comunità devono poter scegliere come e cosa produrre per la propria alimentazione. Sul palco così particolare del museo, 25 donne, migranti e native hanno “prodotto” le loro scenografie e storie, sotto la regia di Andreina Garella.

"Affrontiamo il tema del cibo nella sua duplice valenza – spiega la regista –. Il cibo "buono", quello prodotto nel rispetto della sovranità alimentare dei popoli, delle loro culture, della terra, e il cibo "cattivo", quello che viene dallo sfruttamento dei lavoratori, che provoca l'inquinamento dell'ambiente, che è esportato all'estero senza nessun beneficio per chi lo coltiva. Tutto questo con le parole, le immagini, le suggestioni del teatro, frutto della rielaborazione di interviste". Ha collaborato ai testi Elide La Vecchia; l'ambientazione è stata di Mario Fontanini.

"Il museo che ci ospita – dice al proposito Garella – ben si presta ad accogliere la magia del fare teatrale e si mette in dialogo con la rappresentazione che, a sua volta, si adegua allo spazio espositivo dando vita ad azioni che sono, a loro modo, quadri e opere viventi". La video installazione era a cura di Giovanna Poldi Allai.

Era impossibile, alla fine della visita, non domandare le impressioni dei vari partecipanti allo spettacolo: alcuni scossi dalle storie e immagini, fino a qualche lacrima nascosta, altri ancora con menti e cuori pensanti, ed i più audaci con gli aggettivi: “geniale… straordinario… uno spettacolo che nutre la mente e il cuore… molto emozionante, profondo, poetico ... una riflessione seria sul cibo!

E anche in questo caso, la partecipazione ci ha ripagato, dimostrando quanto sia vivo il desiderio di una maggior consapevolezza su questi temi. Un sentito GRAZIE a Kuminda, Associazione Cibo per Tutti, Forum Solidarietà per aver scelto la location dei Missionari Saveriani e del Museo d'Arte Cinese ed Etnografico per questo Festival vivace, vitale, e vibrante di Speranza.