Museo d'Arte Cinese ed Etnografico  ●  Missionari Saveriani  - V.le S. Martino, 8  -  43123 Parma  ●  0521-257.337

I nuovi allestimenti del Museo

Museo d'Arte Cinese ed Etnografico, luogo della mondialità
P. Emilio Iurman

 

Particolare dell'entrata del Museo d'Arte Cinese ed Etnografico
Particolare dell'entrata del Museo

Con l’inaugurazione del 1° Dicembre 2012, il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico ha subito una radicale e ambiziosa ristrutturazione.

Le esposizioni sono caratterizzate in maniera elegante ed originale da una collocazione all'interno di un arredo interamente artigianale, ove prevalgono il grigio del grès del pavimento, il colore bianco delle lacche e la luminosità del cristallo, un continuum simile ad un nastro trasportatore. Meglio ancora, quasi un placido fiume, che abbandonate le rapide dello scalone iniziale, si acqueta momentaneamente nello slargo dedicato alla reception, alla collezione Kayapò ed alle mostre temporanee, fluisce dolcemente lungo la rampa che porta alla piccola esposizione dedicata all'Africa e poi si riversa e placa nel vasto mare dell'esposizione dedicata alle cose di Cina.

Questi accorgimenti architettonici e cromatici uniformi danno al museo un senso di compattezza raccolta ed armonia in cui tutti i materiali conservano un senso democratico ed una dignità che valorizza in pieno il loro convenire festoso e colorito.  Particolare estremamente importante è la completa illuminazione del Museo col sistema più moderno, a LED.

La struttura architettonica del nuovo museo è disposta su tre livelli: al terzo livello ci sono la sala didattica, l'ufficio, la biblioteca, la saletta archivio e documentazione; al livello intermedio, la reception, lo spazio per le mostre temporanee e lo spazio Kayapò; al livello seminterrato, lo spazio Cina. Appaiono per primi, nell'androne delle scale che portano alla reception, quattro grandi quadri di ispirazione religiosa e provenienza cinese: cristianesimo, buddhismo e confucianesimo, che testimoniano l'humus in cui il museo, che comunque non è neppure lontanamente un museo religioso, è nato e costituiscono un essenziale aspetto dell'incontro tra civiltà e culture.

Nella progettazione si possono individuare cinque aree: 1. area ingresso; 2. area mostre temporanee; 3. area kayapò; 4. area Africa; 5. area Cina.

 

Le formelle bifacciali
Le formelle bifacciali sulla Terra

Area Ingresso

L'ingresso è costituito da un lungo tazebao a vetro, che è il biglietto da visita dell'intero museo. Diviso in tre aree, presenta, nel primo, un breve filmato di introduzione all'audace progetto vagheggiato dal Fondatore. Significativamente, lo abbiamo intitolato: "La Terra è di tutti" ed illustrato con una serie di 26 formelle bifacciali su cui appaiono foto delle grandi religioni, di espressioni culturali dei vari popoli e dei diritti che appartengono ad ogni essere umano: lavoro, istruzione, pace, cibo ecc.... Foto più grandi, ispirate alla figura geometrica del cerchio, presentano oggetti provenienti dalle culture presenti in museo, con le quali abbiamo voluto sottolineare la ricerca dell'armonia, il cerchio appunto, che nel segno del bello, attraversa tutte le culture.

 

Area Mostre Temporanee

L'allestimento temporaneo iniziale non poteva che essere ispirato alle origini ed alla storia del museo. Una serie di sagome a grandezza naturale di alcuni Saveriani (il Fondatore e quelli più meritevoli delle fortune del museo), simbolo di tutti i missionari passati e presenti, vecchi e giovani, italiani e stranieri, che nel corso di più di un secolo hanno creduto nell'audace progetto. Al visitatore abbiamo voluto dare l'impressione di muoversi tra una piccola folla e di prendere parte alle vicende di un organismo, i Missionari Saveriani, vivo e pittoresco.

 

Pannello didattico Kayapò
Pannello didattico Kayapò

Area Kayapò

I Kayapò sono un piccolo gruppo indio dell'Amazzonia che rappresentano quelle tante minoranze depositarie di un immenso bagaglio di valori.

E’ la più completa collezione in Italia di oggetti della loro cultura. Oltre che esibirne gli oggetti, coloriti e spettacolari, il museo vuole veicolare i valori del loro universo concettuale, trasmessi dai simboli con cui affermano la propria identità: la pittura corporale, i miti delle origini, il senso di una presenza che si rifà alle grandi leggi dell'universo, la coscienza di possedere una dignità originale, il loro ideale di vita di popolo forte e bello, l'habitat naturale ed anche gli utensili di uso domestico e quelli rituali di guerra.

 

Area Africa

La mancanza di spazi permette di dare solo un piccolo assaggio dei materiali africani presenti in museo. Provengono tutti da aree (Congo, Sierra Leone, Camerun) in cui i saveriani lavorano da decenni e saranno quelli che ci offriranno più occasioni per esporli nelle prossime mostre temporanee.

 

Particolare Ceramiche e porcellane cinesi
Particolare porcellane cinesi

Area Cina

Una specie di ballatoio, formato da un'ampia rampa che gradualmente porta dal livello intermedio del museo a quello più basso, consente di aver un colpo d'occhio completo sulla sottostante area Cina: lo spazio più vasto che ospita il materiale "primogenito" del museo. Vi spiccano l'ampio anfiteatro formato dalle vetrine nelle quali si può ammirare la collezione di terrecotte e porcellane cinesi; l'enorme taiji circolare (pensiamo possa essere il più grande d'Italia) con i simboli dello yin e dello yang, due grandi vetrine che provengono dai vecchi allestimenti e recuperate per conservare la memoria storica del museo; lo spettacolare, grandioso paravento cinese a 12 ante, appena restaurato col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma; il tavolo dei calchi, l'angolo dello studiolo del letterato cinese; le vetrine dedicate alla statuaria; l'abito di corte; il grande Buddha in legno dorato; il cassettone dei dipinti.

La discesa della rampa è accompagnata dalle immagini di una spettacolare proiezione che propone immagini della Cina antica e di quella nuova, le arti, i paesaggi e la gente del passato e del presente di questa grande nazione. Pannelli esplicativi e curatissimi touchscreen e monitor sparsi qua e là esaltano la funzione didattica e informativa tipica di ogni museo.

Una postazione multimediale è dedicata agli appassionati di numismatica, che avranno modo di navigare tra gli esemplari di una delle più ricche collezioni di monete cinesi che ci siano in Italia.

Il museo, come appare chiaro, non è monotematico e non vive per dare asettica testimonianza di reliquie del passato. Ovunque abbiamo collocato qualcosa che richiamasse non solo il passato o le arti materiali (multivisione per la Cina, ghepardo per l'Africa, video per di Kayapò). Qualcosa che ne sottolineasse la vitalità, anche contemporanea e spingesse il visitatore a pensare all'oggi di quelle culture e realtà: i Saveriani sono vivi e più universali che in passato, la Cina è vigorosa e gentile, i Kayapò sono ancora "forti e belli" e l'Africa è ancora lussureggiante e fascinosa.