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Le Frecce e la Pesca - Kayapo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda Didattica

n° 6

Le Feste, la Danza, le Piume

La Festa è Qui!

A cura di Silvia Bosio 

 

Sulla mappa del Brasile attuale, il territorio Kayapò comprende la parte sud est dello stato del Parà e l’area orientale dello stato del Mato Grosso: un territorio vasto come un quarto dell’Italia, bagnato dai tributari di destra del Rio delle Amazzoni.

Quando i Kayapò celebrano il raccolto, la pesca, la festa della nominazione, tutto quell’incommensurabile spazio di mondo respira la festa, profuma di festa, entra nel vortice della musica.

Detto questo, bisogna precisare subito che i Kayapò hanno un modo curioso di intendere la festa. Se chiedi loro “quando sarà la prossima festa?”, ti sentirai rispondere “quando tutti saranno presenti… quando avremo trovato cacciagione sufficiente per saziare tutti”.

A quel punto l’orologio va in tilt e anche tu ti affidi ai ritmi della natura e della caccia, fino a quando avranno catturato le cento grosse tartarughe, necessarie per saziare tutti i partecipanti alla festa.

 

Tutto comincia come per Incanto

Ti domandi quando mai rientreranno tutti gli uomini che si sono trasferiti in città. Ma, prodigio della foresta amazzonica, un bel giorno, al tramonto, la festa comincia perché le cento tartarughe sono là in attesa di venire cucinate; perché nessuno più manca all’appello.

Allora tu comprendi come davvero i Kayapò celebrano la festa insieme, oppure non la celebrano affatto.

Comprendi che la loro festa è gioia: gioia per ogni cosa, per il raccolto, per una nascita, per le vittorie sui nemici. E’ gioia soprattutto perché tutti si sentono corresponsabilizzati fino al punto di non reclamare “mi avete escluso” oppure “non mi hanno dato carne a sufficienza”.

Immagina quanto bella e partecipata sia la festa dopo la caccia al giaguaro! Quanto chiassosa sia la grande festa della pesca rituale che si celebra approssimativamente ogni due anni!

Ma la festa più grande di tutte è quella della “nominazione” che avviene al tempo dell’iniziazione. Solo allora ragazzi e ragazze ricevono il loro vero nome, un nome che è memoria di grandi Kayapò del passato: quello è il nome che porteranno per sempre.

Prima della festa della nominazione, bambini e bambine vengono chiamati solo con dei nomi occasionali: raggio di sole, nodo di liana, goccia di rugiada…

La festa della nominazione può durare anche un mese e coinvolge la vita di tutti gli abitanti del villaggio.

 

La Danza

Tra i molti miti a cui fanno riferimento i Kayapò c’è quello della fuga dal cielo. Sempre nella notte dei tempi, l’armadillo, per sfuggire al cacciatore, si era calato dal cielo sulla terra, scendendo lungo una liana.

Gli antenati coraggiosi dei Kayapò lo avrebbero seguito, sfidando l’ignoto. Ancora oggi si dice che solo gli uomini che ebbero il coraggio di scendere sulla terra, seguendo il percorso dell’armadillo, costituirono il popolo dei Kayapò.

La loro danza li lega alle loro origini, al cielo, e c’è nel cuore di ogni Kayapò la nostalgia del cielo perduto. La danza si protrae per tutta quanta la notte, dal tramonto all’alba del giorno seguente: fino a quando il piede che batte il ritmo si è gonfiato!

 

La Danza è un affare di Uomini

Gli uomini si presentano al massimo dello splendore, adorni di piume colorate e di perline, il viso e il corpo colorati, con un cappello dalle piume variopinte che puntano verso il cielo.

Nei momenti di grande confidenza qualche Kayapò è giunto a confessare ad un amico fidato: “Le piume ci permettono di volare, liberi. La danza ci riporta in cielo. Quando andiamo in cielo (cioè quando danziamo) possiamo finalmente parlare al Grande Spirito, raccontargli quello che sta capitando nella tenda dei saggi e nello spazio del cortile, dove i nostri figli crescono. Quando poi torniamo sulla terra (quando la danza termina) restiamo con la gioia nel cuore per aver parlato allo Spirito”. 

 

E le Donne?

Compito delle donne è quello di creare l’atmosfera della danza. Le donne cantano a due voci, con voci stupende. E poi le donne, e solo loro, suonano il maracà e il flauto.

Tutto il villaggio danza insieme. I bambini sono uno spettacolo nello spettacolo. Sono in quel frastuono fantasmagorico e tutto ritraggono con occhi pieni di stupore.

Poi la notte impone le sue leggi, si addormentano per terra, avvolti in una coperta, vinti dal sonno.

 

Per la Ricerca

Troviamo punti di incontro e di differenza tra il nostro modo di organizzare e celebrare una festa, e il modo con cui i Kayapò celebrano le loro feste?
Ogni Kayapò celebra una festa per scoprire il significato del passaggio dalla libertà alla responsabilità. Quali sono per noi le feste che celebrano il progressivo passaggio dall’infanzia all’adolescenza, alla giovinezza?

 

 

Bibliografia:
“Kayapò: il popolo che venne dall’acqua”, ed. CSAM
“Kayapò: un popolo dell’Amazzonia, la sua vita, la sua cultura”, ed. Missionari Saveriani