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Il Colore come Seconda Pelle - Kayapo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda Didattica

n° 2

Il Colore come Seconda Pelle

La Carta d'Identità sul Volto

A cura di Silvia Bosio 

 

Nessuno si azzardi mai a chiedere ad un Kayapò chi è, cosa fa, a che stato sociale appartiene. Non ce n’è proprio bisogno, perché tutti e ciascuno portano dipinta sul volto la propria carta d’identità.

L’antropologo inglese Turner ha scritto: “La pittura corporale dei Kayapò, sia donna, uomo o bambino, è il suo volto, la sua storia, mediante la quale comunica con tutta quanta la comunità, trasmette ad essa i suoi sentimenti di gioia, di dolore, di tristezza, di aggressività. La direzione orizzontale, verticale, trasversale impressa alle strisce di colore nero sul suo volto indica la sua posizione sociale o familiare: celibe, sposato, adolescente o guerriero”.

Il fatto di portare scritto sul volto chi sei indica un forte legame di appartenenza con la comunità, al cui centro c’è sempre la persona.

 

La pittura del corpo

Bepgororoti, mitico antenato dei Kayapò, partecipò ad una spedizione di caccia collettiva ed uccise un tapiro.

Al momento della spartizione della cacciagione, però, i suoi compagni non si dimostrarono leali con lui. Lo ingannarono mandandolo a ripulire le viscere del tapiro e, approfittando della sua assenza, si divisero fra loro la carne migliore dell’animale, senza lasciargli la parte che gli spettava di diritto.

Adirato, l’eroe abbandonò il gruppo. Per condannare l’ingiustizia subita, tutti i membri della sua famiglia si rasarono i capelli a forma di triangolo, ad imitazione del muso del tapiro. Con la cenere del fuoco spento si dipinsero il corpo di nero, come il corpo del tapiro. Con il sangue che ancora sporcava la clava usata per uccidere l’animale, si tinsero di rosso il volto, le braccia e le gambe.

Da allora i Kayapò si tagliano i capelli a triangolo e si dipingono il corpo di nero. Questo colore nel loro immaginario collettivo rappresenta l’integrità della persona.

 

Due colori per farsi Riconoscere

Di rosso, invece, vengono dipinte le parti del corpo a cui sono associate energia, salute, tranquillità, agilità, sensibilità, come il volto, le mani e i piedi.

Le mamme dipingono amorevolmente il corpo dei bambini con il palmo della mano e con dei bastoncini. Il bambino dipinto è un bambino educato, è simbolo di una famiglia unita. Invece, un bambino poco dipinto è segno che i genitori non hanno formato una bella famiglia.

Per gli adulti, dipingersi di nero e di rosso il corpo nudo, vale più dell’oro. Il colore sottolinea l’appartenenza al gruppo. Nudi, senza nascondere bellezza e difetti, celebrano sentimenti di grande tolleranza, accoglienza e pace.

 

Il Messaggio dei Colori

Quando vediamo il mondo che ci circonda, lo percepiamo mediante emozioni, sentimenti, sensazioni assolutamente personali.

I nostri sensi, in fondo, non fanno che decodificare i segnali provenienti dall’ambiente e trasformali in informazioni luminose, musicali, aromatiche, saporose.

Il colore permette di esprimere quel mondo sotterraneo fatto di emozioni, sensibilità, che talvolta non si riesce ad esprimere con le parole.

Alcuni colori ci inducono ad uno spontaneo timore, altri provocano la nostra gioia, altri ancora ci rilassano:

il rosso: esprime potenza vitale, ma anche aggressività…

il rosa: esprime sensibilità verso l’ambiente, ma anche difficoltà di socializzazione…

l’arancio: esprime desiderio di crescita, ma anche una certa faciloneria…

il giallo: esprime libertà, estroversione, ma anche inclinazione alla malinconia…

il verde: esprime calma, riflessione, ma anche pigrizia, collera…

il blu: esprime serenità, riservatezza, ma anche freddezza di sentimenti…

il viola: esprime il desiderio di autorealizzazione, ma anche difficoltà di espressione…

il marrone: esprime concretezza, prudenza, ma anche insoddisfazione…

il grigio: esprime duttilità, ma anche ansia di decidere…

il nero: esprime ricchezza interiore, ma anche variazione di umore…

 

Per la Ricerca

Perché i Kayapò si dipingono il corpo? Perché noi portiamo vestiti firmati?
Che sensibilità trasmettono i colori dei nostri zainetti? Le raffigurazioni di Harry Potter? Quale colore scegliereste per indicare l’atmosfera che irradia dalla vostra classe?

 

 

Bibliografia:
“Colori”, E. Crotti, A. Magni, edizioni red.
“Colori”, Klausbernd Vollmar, edizioni red.